Yawn, che sonno (della politica)…

“Il sindaco si dimetta”, “Le opposizioni strumentalizzano””, “Paga Pantalone”, “Vicenda poco chiara, faremo luce”, “Vergogna”, “Rimando al mittente”.

A questo ci aveva abituato la politica a Sassuolo, che per anni è stata lo specchio di quello che accadeva a livello nazionale. Vinceva a man bassa il centro-destra? Succedeva anche a Sassuolo; montava l’onda Renziana? Anche a Sassuolo. Crollava Berlusconi e risaliva il centro-sinistra? Anche a Sassuolo, politicamente instabile al punto che, a differenza di altri comuni del triangolo rosso viene considerato da tutti conquistabile; litigioso a volte fino al parossismo, con sedute di consiglio comunale cariche di insulti e tensioni fino alle 3 di notte.

E adesso? Adesso niente. Chi ha più visto un comunicato politico negli ultimi mesi? Pochi anni fa ci si riempivano i giornali, in inverno e in estate. Adesso ne esce uno al mese se va bene. Nessuno dice, nessuno contesta, nessuno interviene. Il consiglio comunale, un’arena che ha formato maestri di polemica e dialettica, viene stancamente convocato ogni sessantina di giorni, tratta un po’ di punti tecnici, dibatte su Sgp e poco altro e poi tutti a casa. Lo stesso Luca Caselli, sempre prodigo di interventi, si sente ormai in dovere ma niente di più di fare il suo, un po’ in avvocatese, un po’ condito di battute. Ma dove è finito l’uomo da un comunicato al giorno, colui che alle amministrative vinte da Pattuzzi finì sul giornale qualche decina di volte in più dello stesso Pattuzzi (per non parlare di quelle vinte da lui)?

Sassuolo sembra addormentata e i motivi non sono del tutto chiari. C’è un’amministrazione che il sindaco Pistoni, da sempre portato a mantenere il controllo totale sul lavoro del Municipio, spinge forse a lavorare senza dichiarare; c’è una maggioranza che forse così maggioranza non è, perché le anime sono almeno due, quella renziana e quella no e ogni spiffero o mezza parola rischia di creare un incidente diplomatico; c’è un’opposizione svuotata, un ex sindaco che ha dichiarato almeno per ora di non volersi ricandidare, una serie di consiglieri che forse hanno finito le battaglie, non c’è più in aula la Lega. Non ci sono rifondazioni e partiticomunisti, non ci sono liste civiche se non quelle legate ai candidati sindaco.

Dopo aver affrontato alcune questioni di vita o di morte amministrativa, come il risanamento di Sgp e l’inchiesta Untouchables, lo stesso primo cittadino sembra in una fase di riordino delle idee. Se l’amministrazione c’è, lavora ma non si fa vedere. Forse non vuole risvegliare il can che dorme, oppure prende lo slancio per l’ultimo biennio di mandato, che speriamo più ricco di iniziative d dibattito rispetto a questa fase di stanca

Mancano anche i personaggi capaci di accendere gli animi: chi ricorda nel passato lontanissimo Antonello Mussini o Alberto Betti, in quello più recente gli Scalabrini, i Megale, i Nicola Caserta o Angioletto Usai capaci di caricare di tensione l’aula?

Perfino gli altrove logorroici Cinque stelle a Sassuolo non compaiono sulla cronaca locale da mesi. E se non lo disturbano loro il manovratore, chi lo fa?

I pochi che provano ogni tanto a alzare la voce no (qualche volta Venturelli o Del Neso) sembrano alieni e come tali vengono considerati.

Una situazione ideale per lasciar lavorare un’amministrazione in santa pace. O forse no? C’è qualcosa che si muove sotto questo silenzio o non c’è niente?  Se c’è qualcosa, speriamo venga fuori, se non c’è niente peggio ancora.

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