Il burocrate

Il burocrate sta dentro l’amministrazione da sempre. Ha un volto e un nome ma le sue decisioni non ce l’hanno. Il burocrate passa la maggior parte della sua esistenza a giustificare la sua esistenza. Per farlo ha bisogno che una procedura snella diventi complicatissima, perché se fosse snella chi si rivolgerebbe al burocrate? Nel tempo in cui nessuno si rivolge a lui, il burocrate passa il tempo a farsi venire l’acido allo stomaco pensando che tanta gente non ha studiato quanto lui, ha fatto la bella vita e magari non sta tutto il giorno in un ufficetto a pensare a come giustificare la propria esistenza. Ecco, tutti costoro la devono pagare, quindi la vita gliela complica lui.

Il burocrate decide che una corsa podistica che per 18 anni è passata nei parchi cittadini, stavolta non ci può passare e devia i podisti in strada in mezzo alle macchine. Può farlo, perché tanto nessuno sa a quale articolo di legge faccia riferimento e ora che si è capito, la corsa è già finita.

Oppure può decidere che una corsa in cui ci si lancia polvere colorata che con due piovute scompare, ha bisogno di un piano di pulizia che neanche la bonifica dell’amianto.

Il burocrate può decidere che un gazebo che stava lì da dieci anni, non ci può più stare perché la regola è cambiata e sporge di quindici centimetri, o la tenda è troppo color pastello; il burocrate può decidere che la porta del bagno del call center non può più essere di 80 centimetri ma deve essere di un metro; che nello statuto della tua associazione dove c’è scritto per sarebbe meglio se ci fosse scritto con, quindi è meglio se lo rifai e lo registri di nuovo all’agenzia delle entrate, pagando di nuovo la relativa tassa di 350 euro.

Impossibile contestare la decisione del burocrate. Lui farà sempre appello a leggi, commi o sottocommi che tu non potrai mai conoscere. Perché il burocrate passa le giornate a scovarli, tu no.

Ma fosse solo quello. Il burocrate può decidere che quel tizio veramente bravo che vorresti nella tua amministrazione non ci può venire a lavorare, devi fare un concorso con numerosissimi paletti giustificativi, relazioni, curriculum, fidejussioni; che il personale che è andato via per pensione o scelta non lo puoi sostituire, devi fare senza, cazzi tuoi; che quel lavoro non può farlo quella ditta bravissima, di concittadini che hanno appena finito di lavorare per la Nasa, devi fare una gara al massimo ribasso e prenderti chi vince, anche se non hai idea di chi sia; che le matite non puoi comprarle in negozio, ma devi fare un’indagine esplorativa e conoscitiva su tutte le ditte italiane che vendono matite e sono iscritte a un certo elenco. Intanto che aspetti caso mai portati una matita da casa.

Il burocrate giustifica sempre le sue scelte con la frase “se no poi ci vado di mezzo io…”. In realtà lui non ci va mai di mezzo, nessuno se lo fila, nessuno sa chi sia e anche quando qualche decisione risulterà inequivocabilmente sbagliata il burocrate non pagherà, pagheranno il sindaco, l’assessore e il burocrate resterà nel suo ufficetto, ad aspettare i prossimi.

Ma il burocrate se e quando vuole può comportarsi esattamente al contrario. Il posto così complicato da ottenere calza proprio a pennello per le caratteristiche dell’amico di sua moglie e d’incanto tutto si sblocca; il gazebo del bar del cognato rientra perfettamente nelle caratteristiche del nuovo regolamento, anzi sembra quasi fatto su misura, che fortuna… anche su mille curriculum, un complicato calcolo di punteggi, con parametri per carità, verificabili e trasparenti, porta del tutto casualmente alla scelta delle figura indicata dall’amministrazione, sempre che prima la suddetta non abbia fatto arrabbiare il burocrate…

In più di venti anni in cui ogni governo centrale e locale ha blaterato di snellire, velocizzare, semplificare, si è mai semplificato qualcosa? C’è meno burocrazia, ci sono regole più semplici per qualunque cosa, dall’aprire un bar a organizzare un evento, dal costruire una casa a partecipare a un concorso?

Si sono inventati sistemi per appalti sicuri e acquisti sicuri che non regge neanche il cervellone di Quantico. Si sono inventati il Consip, il Mepa, Intercent, che fanno risparmiare centralizzando gli acquisti. Risulta che gli appalti siano più sicuri, che le costruzioni sorgano più in fretta e con miglior qualità? Risulta che ci siano importantissimi risparmi negli acquisti delle pubbliche amministrazioni? E se sì (ma comunque no), a fronte di quali e quante difficoltà per aziende che devono assumere una persona solo per le pratiche burocratiche necessarie per poter ottenere una fornitura?

Al burocrate non interessa di queste problematiche: sei nella melma, una melma vischiosa da cui non puoi liberarti da solo. Ti ci porta fuori lui, se gli va. E’ per questo che dicono esista…

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