I Fioranesi, il peggior pubblico del mondo

Fiorano è un paesone di 17000 anime che ha una singolare fortuna: un movimento “creativo” molto sviluppato.

A Fiorano ci sono gruppi musicali che fanno ogni genere, dallo swing all’heavy metal; ci sono una scuola di musica e una banda; ci sono almeno tre compagnie teatrali stabili; tre compagnie di danza, dal balletto alla cubana; c’è una intera casa piena esclusivamente di pittori; ci sono numerosi poeti; un tenore; un direttore d’orchestra; autori e disegnatori di fumetti; c’è una biblioteca moderna che ogni anno organizza qualche decina di conferenze, reading e presentazioni di libri; ci sono almeno tre diverse agenzie o Comitati di promozione eventi e associazioni disposte a partecipare in ogni occasione; c’è un cinema teatro, che pochi paesoni di 17000 anime hanno che quest’anno ha fatto una rassegna teatrale di prosa e balletto, una di dialettale, tre spettacoli di musica classica; film di prima visione, due rassegne cinematografiche d’essai, una che arriva in questi giorni di cinema storico con dibattito; a Fiorano c’è una emittente radio che è il punto di riferimento per la musica rock in Emilia Romagna da trent’anni; c’è un centro giovani con sale prova musicali, dove si fa qualunque cosa, dal rap al co-working.

Quest’anno tutta questa ammucchiata di persone con un’anima creativa ha dato il massimo: dopo il Maggio fioranese sono arrivati il Maf, con quindici esibizioni musicali e Fabio Concato ospite; la Woodstock dell’Emilia Romagna , con settanta gruppi e ospiti Ricky Portera e i Rio; c’è stata la Fiera di Fiorano con il palio fra le contrade di Fiorano e Spezzano; la sagra di San Rocco con la Graziellata; a settembre è arrivato all’Astoria Steve Vai, senza mezzi termini il miglior chitarrista del mondo; poi c’è stato Fiorano Free Music, cinque date con tutto, dal cabaret al rock’n’roll; e infine in questi giorni C’entro anch’io, un’altra diciottina di band insieme per aiutare i terremotati, con tre palchi, stand gastronomici, poesia, saltimbanchi, mangiafuoco e animazione per bambini.

Non è tutto, ma l’elenco può bastare. Cosa ha contraddistinto tutti questi eventi?: l’assenza di pubblico. I fioranesi si lamentano praticamente ogni giorno che a Fiorano non c’è nulla e qui si è dimostrato che hanno torto. Manca solo il sindaco Tosi che balla la hula su un filo con una pila di piatti in testa e poi non so cosa si possa volere.

Portera, i Rio, Concato e Steve Vai sono gente abituata a suonare altrove (qualunque altrove) davanti a platee da duecento a cinquantamila persone. A Fiorano tutti insieme sommati, hanno fatto circa cinquecento spettatori (17000 abitanti, eh?…). Nessuno ne ha avuti mai davanti più di 120. Manco per l’evento pro-terremotati i fioranesi si sono mossi a dovere. A  quelli minori le persone si contano a decine quando va bene. Ancora più triste notare che a tutta questa mole di attività, le facce presenti sono sempre le stesse. Una sorta di compagnia di giro, in cui suono io e tu applaudi, suoni tu e applaudo io. Ci sono anche una ventina di curiosi che poi non si sentono di famiglia e a un certo punto se ne vanno.

I fioranesi, la minoranza rumorosa che si lamenta che il centro è morto o la maggioranza silenziosa che mugugna da sola, non ci sono. Sono spiaggiati sul divano come balene morte a vedere l’ultima fondamentale puntata di “Accumulatori seriali” o “Matrimonio fra ciccioni”. E il naso fuori per vedere che la piazza li aspetta con mille proposte non ce lo mettono.

Viene davvero da dare ragione a chi parla di città dormitorio. Fiorano non è morta, lo sono i fioranesi. Con un paio di eccezioni: sono andati benissimo San Rocco e la Festa dell’8 Settembre. La sante bancarelle, che sono l’unico mantra sempre ripetuto da vent’anni: cambiare il senso a via Veneto, mettere il mercato in centro.

La soluzione più facile per l’amministrazione: date ai morti fioranesi le bancarelle due volte a settimana (e magari un mercatino di ciarpame la domenica) e il gioco è fatto, il centro si ripopola.

La via difficile invece sarebbe aiutare tutta queste gente volenterosa e anche brava a diffondere di più il messaggio: un sito spompo e qualche avventuriero su facebook proprio non bastano. Con pochi soldi si potrebbe far conoscere questa ricchezza che Fiorano ha (questa, non il solito Balsamico o il Parmigiano che ormai li trovi anche al market di Bolzano) e altri no. E che non per sempre avrà, perchè di solito sono cose cicliche, che prosperano ma poi finiscono.

Buon riposo, Fiorano…

 

Nel video Mick Jagger il giorno che gli capitò di arrivare a Fiorano

 

centro-anchioNon bastano neanche i salti mortali per i fioranesi

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7 thoughts on “I Fioranesi, il peggior pubblico del mondo”

    1. Anche Formigine non è da meno. L’unica cosa che tira come un carro di buoi è il cibo. E forse si, le bancarelle dei cinesi. Per il resto 0. Che peccato.

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  1. All’indifferenza dei miei concittadini bisognerebbe aggiungere un appuntamento durante il mese di Maggio che lentamente sta scomparendo. Parlo degli incontri culturali ai quali ho collaborato per una decina di edizioni. A Fiorano sono venuti Enzo Biagi, Dario, Fo, Dacia Maraini, Roberto Saviano, Alberto Angela e tantissimi altri esponenti della cultura e dell’informazione italiana. Teatro “Astoria” spesso gremito da gente che in maggioranza arrivava da fuori. I miei concittadini si potevano contare tranquillamente in poche decine che, sicuramente, concordavano con Socrate quando affermò che “Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza”.

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  2. Io non sono di fiorano, ma di Reggio Emilia, e di tutte queste attività fatte non ne ho mai sentito parlare, ma per quanto riguarda la presenza dei buskers per la raccolta fondi, mi era stata passata voce da una amica e avevamo in previsione di esserci: peccato che il meteo fosse pessimo e muoversi con i bambini per arrivare e prendere l’acqua… magari valutate una pubblicità degli eventi piu estesa e anche che con meteo avverso molti non si muovono…

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  3. Probabilmente il fatto che il centro di Fiorano sia abitato principalmente da extracomunitari e che non ci siano grandi compagnie di giovani che frequentano regolarmente il centro del pease conta anche sulla pubblicizzazione degli eventi.
    In ogni caso i Fiorano sono per la stragrande maggioranza gruppi “eterogenei”, per la maggioranza immigrati e quindi rappresentanti di molte zone del nostro paese.
    I fioranesi si sono spesso e giustamente lamentati per il tipo di politica fatta a Fiorano per la vita sociale della comunità.
    La cultura fioranese è andata praticamente perduta perchè negli ultimi decenni è stata invasa (nel senso più buono del termine) da molti immigrati venuti per le opportunità lavorative che sono nate improvvisamente e per la mancanza di un centro di aggregazione del paese.
    Ricordiamo che fino pochi anni fa il centro era un parcheggio con alcuni bar e attività varie (negozi di scarpe, vestiti, alimentari, ecc)… adesso è molto più carino ma scomodissimo da raggiungere in macchina (i Fioranesi abitano sempre meno il centro a scapito di famiglie di extracomunitari che non sono interessati o integrati a pieno nella comunità) e comunque di quelle attività se ne sono salvate pochissime.
    Immagino che sia difficile incentivare attività lavorative a Fiorano con Sassuolo soprattutto e Maranello e Formigine a brevissima distanza, ma se negl’anni è stato deciso di puntare a fare di Fiorano il dormitorio degli operai del comprensorio ceramico, costruendo case e palazzoni ovunque in modo selvaggio che hanno persino deturpato il bellissimo panorama di una volta delle colline fioranesi, non possiamo che lamentarci noi abitanti con le amministrazioni passate. Mi riferisco ovviamente alle amministrazioni precedenti agli ultimi due sindaci.
    Probabilmente sarebbe meglio promuovere opere di ristrutturazione per il centro (per le abitazioni soprattutto) per incentivare i proprietari a viverci o venderle invece che affittarle a famiglie di extracomunitari come appartamenti di poco valore.
    Bisognerebbe incentivare moltissimo le attività lavorative nel centro del paese anche tagliando molto le tassazione e proponendo aiuti economici ulteriori con fondi comunali.
    Si potrebbe cercare di potenziare il servizio navette tra Maranello Spezzano e Sassuolo per incentivare la gente a muoversi a piedi ( esempio, una casalinga maranellese vuole andare a fare spesa a Sassuolo in un negozio particolare, passa a Fiorano e se ci fosse un negozio interessante magari scenderebbe, potrebbe fare spesa e aspettare un altra corriera per proseguire )
    I bar che il comune da in gestione dovrebbero mantenere certi parametri. Dovrebbero incentivare i giovani a frequentarlo e non accontentarsi del bianchini venduto agli anziani. Con il palchetto e il terrazzo che c’è avrebbe l’obbligo di organizzare concerti tutto l’anno di gruppi emergenti e organizzare aperitivi ogni volta che ci sia la possibilità.
    Le comunità non nascono e non muoiono in qualche giorno, quindi se si vogliono dei cambiamenti non è organizzando una festa costosa che si crea un aggregazione duratura ma da tantissime cose più piccole prima per un periodo medio lungo e la festa alla fine per festeggiare il risultato ottenuto.

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