I ricercatori che criticano la bretella e i vecchi politici: abbiamo alcune domande per loro

In un articolo di ieri (lo trovate a fondo pagina) ricercatori universitari che hanno studiato la zona di Sassuolo per molto tempo criticano pesantemente le scelte urbanistiche fatte: bretella, Cisa Cerdisa, polo scolastico di Fiorano.

Torneremo certamente sul tema in modo complessivo, ma visto che “La bretella” è proprio la nostra intestazione, non possiamo esimerci dal trattare il primo caso, quello del collegamento autostradale che viene definito sbagliato, incoerente e un freno allo sviluppo dei trasporti in zona. Viene ripreso il tema delle criticità ambientali del tracciato, viene ribadita la sufficienza della Modena-Sassuolo urbana come collegamento autostradale.

Queste pagine sono nate per sostenere alcune idee e fra queste la bretella resta prioritaria: ai progettisti, architetti e ricercatori che hanno studiato il distretto ci permettiamo di fare alcune domande: davvero ritengono che il collegamento della Modena-Sassuolo con un casello infernale a Modena nord sia sufficiente? Soprattutto in una prospettiva in cui il distretto puntasse a lavorare e crescere ancora, ovviamente, perchè se pensiamo di tornare all’agricoltura allora hanno ragione loro…

Altro punto: parlano giustamente dell’importanza dei collegamenti ferroviari e immaginiamo che abbiano provato a raggiungere gli scali di Dinazzano e Marzaglia con la viabilità attuale. Ritengono che siano serviti in modo adeguato ipotizzando anche, come fanno loro, la crescita del trasporto su ferro?

Non pensano, come pensiamo noi, che una strada veloce, direttamente collegata alla rete autostradale, che raggiunge entrambi gli scali ferroviari, possa essere un investimento certamente oneroso all’inizio, ma capace di creare sviluppo e a medio termine, accelerare anche l’incremento del trasporto su ferro, offrendo anche al comprensorio un’opportunità di sviluppo di un nuovo settore logistico, di aziende di trasporto, magazzini, transit point e magari anche il raggiungimento del famoso trasporto franco destino che darebbe lavoro al comprensorio e lo libererebbe da centinaia di camion provenienti deall’estero?

Sono semplici domande, che forse i ricercatori, che comunque hanno messo sul tavolo tantissime buone idee, su questo aspetto non si sono fatti.

Chiudiamo per ora con una constatazione, ci sono in giro tanti professori, architetti e politici che hanno ancora la fortuna di andare a lavorare alle 10 del mattino, magari in bicicletta. Scelte che tutti noi vorremmo fare, perchè a chi non piace la natura l’ambiente e la vita all’aria aperta? Siamo figli dei barbapapà e cugini dei boy scout, ma purtroppo per noi la vita ci costringe ad usare l’auto facendo slalom pericolosi con la nostra vita. Un giorno ci sposteremo tutti felici ed efficienti col trenino Gigetto? Speriamo davvero, nel frattempo per una ventina d’anni almeno tocca fare i conti con la realtà…

siete-vecchi

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