Quell’assordante silenzio mentre scade il contratto con Hera

Nell’assordante silenzio che ormai un po’ troppo frequentemente caratterizza le stanze di via Fenuzzi, il 2016 si avvia alla conclusione portando con sè, fra tante, una scadenza che sembrava importantissima, determinante, e che adesso nessuno cita più: la scadenza del contratto con Hera, la multiutility che tutti odiano e a cui addossano le colpe più nefande.

Molte delle quali non sono neanche vere, ma che la gestione sia perlomeno “rivedibile” è un fatto che tre ricorsi al Tar sui costi del servizio rendono più che mai evidente.

Da anni si affilavano le armi per questa scadenza, da anni si promettevano battaglie da una parte (quella della destra, che da sempre contesta il ruolo predominante dell’azienda) e attente analisi dall’altra (quella della sinistra, che in Hera ha creduto dall’inizio e nel ritorno a una municipalizzata sotto il cappello di Sgp non crede affatto).

E adesso che siamo quasi a scadenza, sebbene il contratto sia stato come era prevedibile prorogato? Niente, silenzio totale. Da un lato avevano promesso analisi, indagini, verifica di lenzuolate di dati sui costi del servizio (Atersir li ha mai forniti? Chi lo sa?) per provare, se non a cercare un’alternativa al moloch rappresentato da Hera, almeno un contratto più equo, che non costringa poi a fare ricorso per tre volte contro le tariffe e a minacciare le vie legali per rientrare in possesso di trencentomila euro di costi non dovuti.

A novembre ormai inoltrato di queste analisi e dati non c’è notizia.

D’altra parte gli ormai un po’ disastrati Sassolesi, di cui non si ha più notizia da quando Caselli non parla più su facebook, nonchè Forza Italia, dovevano fare fuoco e fiamme e invece muti, non ne parlano più, sono preoccupati da via Legnago forse, si sono persi per strada la battaglia del secolo.

E che dire dei 5 Stelle, paladini della gestione dei rifiuti perlomeno 4.0, del porta a porta, della differenziata globale, del no agli inceneritori e dell’onnipresente progetto Minerva che cacciano dovunque. Loro ad Hera hanno giurato una guerra senza quartiere, minacciando un po’ di tutto come sempre: corte dei conti, vie legali, proteste di piazza.

Muti anche loro.

consiglio_comunale_sassuolo_500.jpg

Se le analisi si stanno facendo nelle segrete stanze, sono comunque troppo segrete. I cittadini fra tante cose di cui non dovrebbero occuparsi non avendone sufficienti elementi, su questa, che costa alcune centinaia di euro l’anno tolti dalle loro tasche, dovrebbero essere invece informati puntualmente ogni settimana, dovrebbero sapere esattamente cosa dice ogni cavolo di foglio che riguardi il futuro contratto sulla gestione dei rifiuti. Dovrebbero pretendere e avere un’assemblea pubblica alla settimana per essere aggiornati sul rapporto con Hera.

Se invece non si sta facendo niente neanche segretamente e si sta pensando ad altro, peggio ancora: la città non accetterà l’ennesima montagna di parole che partorisce il topolino di una contestazione di facciata, dello spazio di qualche ora in consiglio comunale. Non stavolta. Non su Hera.

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