Sassuolo a testa alta ma il giocattolo scricchiola?…

Che gli vuoi dire a questi ragazzi che sono andati a giocarsi la qualificazione alla fase successiva di Europa league nel ribollente stadio di una delle più gloriose squadre europee? E che sono pure andati in vantaggio, hanno lottato e hanno pure reagito allo svantaggio? Niente ovviamente, anzi soltanto grazie, loro sono tutti eroi che resteranno nella storia dello sport di Sassuolo e  in quella della città.

Però a mente fredda quasi quasi l’uscita dalla coppa sarà la salvezza di un Sassuolo che rispetto alle ultime trionfali stagioni mostra qualche scricchiolio. Non sarebbe la prima squadra di medio livello ma con grandi ambizioni che sacrifica troppo al doppio impegno settimanale: è successo al Chievo, quando causa Calciopoli si trovò inaspettatamente proiettato in Europa, è successo all’Udinese che per giocarsi questa chance rischiò la serie B e a tanti altri.

All’inizio della stagione un po’ di Cassandre avevano espresso perplessità per un mercato in linea con la filosofia neroverde di sempre, quella di valorizzare giovani talenti nazionali; ma non in linea con le esigenze di una stagione massacrante, cominciata addirittura a fine luglio, che avrebbe richiesto più giocatori e qualche elemento in più con esperienza di coppe. Questo sostenevano le Cassandre e si sono beccate un po’ di rimbrotti da tifosi del Sassuolo sinceri e devoti.

Oggi qualche scricchiolio della squadra mostra che forse la verità stava nel mezzo: i giovani valorizzati ci sono, da Mazzitelli a Lirola, da Pellegrini che ormai è un punto fermo a Iemmello. Sul fronte dei veterani c’è il solo Matri, fra l’altro pochissimo utilizzato.

Si è parlato tanto di sfortuna per gli infortuni a raffica neroverdi, ma è sempre più ipotizzabile che non c’entri la sorte quanto la necessità di uno sforzo già prolungato: per tanti neroverdi che hanno cominciato le partite in luglio è come essere oltre la metà campionato senza pause.

Poi ci sono i segnali preoccupanti e le voci: per mister Di Francesco ci sono state già negli anni scorsi ipotesi di interessamento da parte di società calcistiche importanti (ricordiamo il suo no al Milan); ma erano gli altri a chiedere e lui a declinare, mentre negli ultimi giorni si è parlato ripetutamente di contatti reciproci e non respinti, con Roma, con Firenze e con altri. Possibile che il mister consideri che il suo capitolo a Sassuolo stia andando verso la conclusione, c’è chi dice per semplice volontà di provare altre esperienze, chi invece sostiene che la qualità degli allenamenti e della preparazione fisica garantita dalla società, per esempio, non lo abbia lasciato soddisfatto; come anche la gestione di certi aspetti, per esempio la famosa Pec non inviata che è costata tre punti d’oro.

E altro capitolo misterioso: che fine ha fatto Berardi, partito a mille e poi scomparso senza particolari informazioni in merito da parte della società? Un infortunio così lungo non ha mai meritato un bollettino medico ufficiale, possibile?

Non è più un Sassuolo perfetto nella sua isola felice insomma quello che abbiamo davanti. E’ però una società solida, con ambizioni intatte e adesso che ha provato la ribalta europea e i grandi stadi, con un po’ di pelo sullo stomaco in più. Oggi la classifica piange ma paradossalmente questa uscita con grande onore potrà restituire alla squadra un po’ di forma fisica, tutti i suoi pezzi migliori e il ritorno ai ritmi tradizionali nei quali fino a oggi la squadra si è mossa benissimo.

Per gli scricchiolii insomma, basterà un po’ di olio. O no?…

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