I sindaci del comprensorio, desaparecidos del Referendum

Sono forse più gli assenti dei presenti a far campagna per il referendum costituzionale nel distretto ceramico. Ci sono alcuni elementi impegnati, sia sul fronte del Sì che su quello del no. Ci sono attivisti con i banchetti ai mercati, ok. Ma le assenze sono tante e rumorose, specialmente sul fronte del Sì, che essendo meno eterogeneo è più facile da individuare anche quando non c’è.

E allora la Bretella può chiederlo ai suoi 25 (mila?) lettori: avete notizia di iniziative per il Sì che abbiano visto direttamente coinvolti i nostri beneamati sindaci?

Mentre fate mente locale vi aiutiamo: il sindaco di Formigine Maria Costi ha fatto campagna attiva per il Sì al referendum costituzionale, spendendosi sia sul territorio che sui social e altrove. Per il resto potete controllare: zero o poco più. In alcuni casi si può parlare di intere giunte ben piantate al di fuori di ogni iniziativa referendaria: a Fiorano per dire, risultano iniziative organizzate in forma diretta dal sindaco Tosi e dai suoi assessori? E a Maranello, c’è qualche sentore dell’impegno del sindaco Morini per la riforma?

Ma non dimentichiamo Sassuolo, dove il sindaco Pistoni, certamente super-impegnato per Sgp, Cisa Cerdisa e tante altre beghe che sta ancora tentando di risolvere fra le macerie che ha trovato, pur avendo un gruppo consiliare quanto mai affezionato, pur essendo dotato di una pagina facebook e pur avendo dichiarato molto presto il suo Sì, è rimasto bene alla larga da ogni impegno personale. Questione di convenienza istituzionale? Il sindaco non deve insomma, esprimersi per una parte? Mica vero, lo fanno il presidente del consiglio, il presidente e il vicepresidente della Camera, i presidenti delle Regioni, i consiglieri regionali. L’opinione è un conto, la rappresentatività dell’intera città un altro.

Si può metterci la faccia. Matteo Renzi ce la mise la faccia quando venne a Sassuolo in campagna elettorale a sostenere i sindaci del comprensorio, che quella volta in platea a salutare e applaudire c’erano. Al Forum Monzani a Modena per la campagna di Renzi sul sì invece si sono dimenticati di andare. Magari il premier e segretario, se il suo futuro lo consentirà, dovrebbe fare una riflessione su primi cittadini che passano all’incasso ma poi si dimenticano di fare la loro parte quando i ruoli si invertono .

Domani sera alla Casa nel parco l’assenza della politica sassolese sul referendum sarà plasticamente rappresentata dall’unica presente, l’assessore Giulia Pigoni, renziana della prima ora, che saltella da un convegno all’altro per cercare di coprire le assenze dei suoi colleghi di giunta e partito. Si confronterà nientemeno che con Luca Caselli, uno che la sua opinione l’ha sempre detta, non l’ha mai tenuta mascherata neanche da primo cittadino, in un ipotetico passaggio di testimone fra il passato e quello che potrebbe essere il futuro. Anche perchè di altri non se ne vedono neanche a cercarli…

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