L’urbanistica, il problema che ormai esplode a Fiorano

E’ l’urbanistica la sfida e il problema dell’amministrazione comunale di Fiorano.

Negli anni le sfide per la città sono state tante: il controllo e il contenimento delle emissioni produttive, il trasferimento delle aziende dal centro città, il controllo dell’immigrazione, la ristrutturazione dei quartieri lungo la statale, la dotazione di strutture pubbliche, nell’ultima fase il problema sociale e occupazionale. Adesso, in un territorio ormai costruito oltre ogni possibile limite (sebbene preservato in collina) il problema che esplode letteralmente è quello urbanistico. Perchè vengono avanti grandi progetti ma con essi anche grandi problemi e perchè alcune situazioni ormai incancrenite sono arrivate al momento della cura oppure vedono crescere e invelinirsi la protesta.

Non c’è mattone che l’amministrazione fioranese provi a costruire o abbattere che non susciti reazioni: parte finalmente il Piano per Cisa Cerdisa e una schiera di architetti e urbanisti si mettono di traverso criticando la scarsa innovatività delle idee messe in campo; si cerca di realizzare un polo scolastico in zona Motta, in un’area agricola collinare di pregio peraltro, e sorgono comitati contrari ma, notizia recente, arrivano anche pareri negativi della Sovrintendenza.

Ma non solo: è tuttora in ballo la spinosa questione dei residenti di via Ruini e via Zini, che dopo molti anni passati a vivere in mezzo a magazzini, pallets e atomizzatori, non ce la fanno più e chiedono soluzioni, reazione scattata dopo la classica goccia che fa traboccare il vaso, il progetto di un nuovo grande centro culturale e ricreativo (della comunità islamica) in un’area in cui era rimasto praticamente solo un fazzoletto di verde (che è quello che va a scomparire).

Ed è urbanistica anche il dibattito, ormai senza possibilità di rinvio, sulla piazza e sul centro di Fiorano: l’amministrazione per ora si è mossa in modo blando, progettando un po’ di migliorie nell’arredo, ma la scossa gliel’ha data l’associazione Fiorano Viva, che sta provando a prendere in mano l’intero progetto e a teorizzaree un rilancio commarvciale della piazza e del centro nel giro di un anno. Come dire, state andando troppo piano, ci pensa la società civile.

Non è che sia finita qui: l’espansione della System a lato della Modena-Sassuolo non sarà certamente indolore nè immune da critiche; e per quanti anni ancora si potrà far finta di non vedere i palazzoni costruiti dietro all’ipermercato Famila e interdetti a qualunque uso da una ordinanza comunale? Devono restare vuoti ma sono lì, migliaia di tonnellate e di metri cubi di mattoni e cemento buttati al vento, che dovranno trovare soluzione nell’abbattimento o nella riqualificazione.

Quello che è chiaro è che da oggi (da ieri?) in futuro ogni pietra che si sposta a Fiorano rappresenterà un’opportunità ma anche un grosso problema, ereditato da chi ha fatto grande il territorio ma lo ha anche coperto di cemento senza valutare le conseguenze a lungo termine.

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