Venticinquemila euro per dei microfoni, 36mila per una recinzione, 360mila per un vialetto

E’ possibile che sia il comune cittadino a non avere idea di cifre e costi. Può essere che la pubblica amministrazione faccia i conti con regole e prezzi differenti. Perchè a leggere un po’ di delibere, anche prese a caso dalle cronache degli ultimi mesi, non ci si raccapezza con le spese e la loro entità.

Ultima in ordine di tempo, è la decisione di ampliare l’area sgambamento cani al parco Vistarino di Sassuolo, con uno stanziamento da 36mila euro; un annetto fa circa invece era stato realizzato un ponte pedonale fra due campi da calcio, all’interno di un centro sportivo, per poco meno di 40mila euro; e ancora, il nuovo impianto microfonico della sala consiliare di Sassuolo, è costato 25mila euro.

Ma saliamo di livello: recentemente il Comune di Formigine ha progettato un tratto di pista ciclabile di collegamento fra l’ospedale di Baggiovara e Casinalbo: sono 600 metri di percorso, costo previsto 359mila euro (se benevolmente la Regione ce ne metterà 200mila); e se vogliamo salire ancora, è già noto che nella viabilità a servizio del nuovo quartiere Cisa Cerdisa, nessuna rotatoria costerà meno di 500mila euro.

Per il Comune cittadino la proporzione con queste spese non esiste: con 25mila euro non si comprano trenta microfoni a stelo, ma un discreto studio di registrazione privato; con 36mila euro non si tira una rete di recinzione verde e si installano un paio di panchine, si fa un parco con giochi intero; con quasi 40mila euro una passerella di legno solo pedonale che collega due campetti da calcio e quindi ha un utilizzo e un passaggio limitato a qualche decina di persone al giorno, si può fare forse anche in rovere massiccio; e con 359mila euro non si fanno seicento metri di vialetto asfaltato (magari con qualche lampione) ma si riesce a costruire una discreta abitazione tutta intera.

Per non parlare del costo delle rotatorie, che è sotto l’inutile lente degli osservatori da anni. Perchè per quanto ci si provi, non si riesce a capire che corrispondenza abbiano questi costi con la vita reale.

Tanto più che negli anni i tentativi controllo e limitazioni della spesa pubblica hanno prodotto numerosi sistemi, siti e processi centralizzati. Perchè si sa che il pubblico non fa mai le cose buttate lì e così adesso per controllare i costi degli enti non abbiamo un sistema, ma ne abbiamo una pletora. Il Consip, il Mepa, la centrale unica di costo, Intercent Emilia Romagna, le nuove leggi sulla trasparenza degli appalti. La procedura per vincere una fornitura o un lavoro con il pubblico è così complicata che bisogna pagare una squadra di professionisti per fare le pratiche solo per riuscire a partecipare.

Ma possiamo dire che ci sembri calato qualche costo? 39mila euro per la recinzione di un campo cani indicano contenimento della spesa? E 359mila per un vialetto?

Pare evidente che per quanti paletti si vogliano mettere (che poi chissà quanto sono costati i portali che dovrebbero determinare i costi uniformi delle amministrazioni) le cose non cambiano, nè a Sassuolo nè altrove.

Viene anche da pensare che non siano le amministrazioni a non riuscire a controllarli, ma che siano i fornitori stessi a adottare un listino per i privati e un altro, ben più redditizio, per gli enti pubblici. Che però pagano con soldi che sono sempre nostri.

 

Jake e Elwood pensavano di scherzare sul costo dei microfoni

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