Via Legnago. Abbiamo vinto

Abbiamo vinto, il dietrofront dell’amministrazione su via Legnago, anche se goffamente concesso a metà, è in realtà una resa. Completa.

Questo notiziario ha sostenuto, non dal primo per la verità, ma dal secondo giorno, verificato che la situazione dopo la chiusura della strada non migliorava per nulla, anzi peggiorava, la necessità di rivedere la decisione e di pensare un’alternativa per garantire comunque i residenti di questa via utilizzata per attraversamento.

Lo stesso hanno chiesto e sostenuto tanti cittadini e pochi consiglieri. In particolare abbiamo dato conto dell’iniziativa del consigliere Pd Gino Venturelli, l’unico che ha aperto una via di dialogo con gli abitanti del quartiere Parco, mentre amministrazione e maggioranza si producevano in sdegnosi comunicati (sia su via Legnago stessa che contro il consigliere).

Ora via Legnago verrà riaperta fino alle 14, nelle ore di punta, di entrata scolastica e rientro dal lavoro. Il senso di riaprire la strada nel momento di maggior traffico e mantenerla chiusa quando il traffico sparisce, non c’è; è solo il puntiglio di chi ha fatto un errore e lo ammette, ma si tiene comunque l’ultima parola. Sappiano che anche questa soluzione non è gradita a nessuno, nè a chi protestava prima nè agli stessi residenti di via Legnago. Prevedibilmente, il divieto pomeridiano sparirà un po’ alla volta o verrà semplicemente ignorato. Per una volta i cittadini che si sono lamentati civilmente e con cognizione di causa, hanno vinto.

Ma la debacle dell’amministrazione in questo caso non è tanto sul punto, perchè chiudere e riaprire una strada è un mero fatto materiale, figurarsi se si può considerare qualcosa di eccezionale; è sull’aspetto comunicativo, di dialogo con i cittadini ed elettori, che la vicenda di via Legnago rappresenta un clamoroso buco nell’acqua. Aver sempre rifiutato il dialogo diretto, pure quando a offrirsi da tramite e garante della civiltà del confronto è stato un consigliere di maggioranza, per poi prodursi in una serie di autonome retromarce, è quanto di più irritante per chi ha sollevato il problema. E infatti, nella riunione che l’altra sera il consigliere Venturelli ha tenuto alla parrocchia di San Giovanni Neumann con i cittadini, che erano presenti circa sette volte più numerosi che alle riunioni di quartiere, il punto più sottolineato è stato questo: la mancanza di ascolto e confronto, anche quando esplicitamente richiesto dai cittadini. Non l’apertura o la chiusura di via Legnago, i marciapiedi che non ci sono, i dossi, i vigili; il mancato ascolto delle istanze delle persone. Che una colpa ce l’hanno, quella di aver snobbato la riunione di quartiere che, contrariamente a quanto sostengono, era stata più che ampiamente pubblicizzata. Ma da lì a chiudere per sempre il dialogo ce ne passa.

E’ una Waterloo comunicativa che si può ripetere su altri fronti: Carani, Cisa Cerdisa e Mezzavia, piazza Martiri partigiani. O chi governa riapre all’ascolto di chi l’ha votato, o rischia di staccarsene sempre di più, togliendo valore anche alle tante, ottime cose realmente fatte per la città e i cittadini.

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