Pd Sassuolo, martedì prossimo la riunione di maggioranza. La posizione del sindaco ora sembra più debole

Martedì prossimo si riunisce la maggioranza Pd, la prima del dopo primarie. Per una volta il confronto non sarà tanto “programmatico” sulle scelte dell’amministrazione, ma sarà dedicato in buona parte anche al partito stesso, alla sua organizzazione interna e ai necessari cambiamenti.

Il Pd di Sassuolo ci arriva piuttosto frastagliato, con buona parte della segreteria dimissionaria o dimissionata e un buon numero di consiglieri comunali che hanno preso altre vie o sembrano separati in casa.

Stavolta è difficile che le sostituzioni vengano decise senza tenere conto del responso delle urne.

L’assessore Giulia Pigoni, che è anche la principale promotrice del Pd renziano sul territorio, è uscita allo scoperto in un’intervista sul Resto del Carlino. Ha usato ancora i guanti di velluto, ha spiegato che il capogruppo va anche bene così e che la segreteria va cambiata non per il risultato delle primarie, ma perchè metà è dimissionaria. Però la scelta di uscire con dichiarazioni pubbliche, dice abbastanza chiaro come stanno le cose. Lo stesso si può dire per le posizioni prese pubblicamente sui social da diversi assessori e consiglieri, ormai orientati a lasciare il Pd e su posizioni decisamente avverse a quelle della sinistra di Renzi.

Gli ultimi giorni poi hanno ulteriormente peggiorato il quadro, con la pasticciata legge sulla legittima difesa che a livello nazionale, ma anche locale, ha messo sul tavolo ulteriori elementi di divisione fra l’ala sinistra e quella di centro della maggioranza. E il successivo sgombero con daspo di tre barboni alla stazione dei treni di Reggio, con spettacolarizzazione video sul sito comunale, ha dato ulteriore voce a chi ritiene che il Pd post primarie rincorra i voti di destra.

Il punto adesso è capire come cambierà il Pd da qui al 2019. Se da una parte si dovrebbe andare verso un partito a trazione renziana, come da voto degli elettori, dall’altra, pur non riconoscendosi più nel partito, i consiglieri fuoriusciti non intendono rassegnare le dimissioni ma portare a termine il mandato elettorale. Questo di certo non rinforza la posizione del sindaco Pistoni: sebbene abbiano assicurato e rivendicato lealtà infatti questi consiglieri hanno pur sempre, dichiaratamente, condizionato i loro voti futuri alla valutazione personale delle scelte che la giunta farà: niente fiducia in bianco quindi, d’ora in poi si decide voto per voto. E non è detto che l’accordo ci sarà sempre.

il-pd-a-sassuolo-copia

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