Benvenuti alle elezioni provinciali Pd. Ma non ditelo a nessuno

Entro il prossimo 21 ottobre si terranno le elezioni per i segretari locali del Partito Democratico, compreso quello di Sassuolo. Possono votare gli iscritti al partito. E’ il passo intermedio verso l’elezione del nuovo segretario provinciale, che avverrà nelle settimane successive, ad opera dei delegati di ciascuna circoscrizione.

I tesseramenti di nuovi iscritti si sono chiusi il 25 settembre; i rinnovi delle tessere di chi è già iscritto potranno avvenire fino a poco prima del voto. Grande festa della democrazia insomma. Peccato che: nessuno sapesse a Sassuolo che si elegge il segretario provinciale (nome del resto già scelto e blindato) nè che si elegge il nuovo segretario comunale (e Matteo Mesini ha lasciato intendere che non si ricandiderà); nessuno abbia mai saputo che era possibile fino a una certa scadenza e non oltre, prendere la tessera del Pd e non c’è stato nessun minimo accenno di campagna a tale proposito.

Abbiamo appena finito di ridere di gusto delle peracottarie del Movimento 5 stelle, che hanno eletto il futuro candidato premier di uno dei dieci paesi più industrializzati del mondo con meno voti degli abitanti di Formigine.

Viene però da dire che se Atene piange (dalle risate), Sparta non ride. Il Pd si gloria giustamente delle sue primarie da 2 milioni di voti. Ha comunque più volte cercato di circoscriverle ai soli iscritti tesserati. Ma poi i tesserati neanche li cerca, quasi si vergognasse di proporre a qualcuno l’iscrizione al partito. E un evento di democrazia interna fondamentale come l’elezione del segretario comunale e provinciale, resta questione per pochi intimi. Il sistema non sembra intenzionato ad aprirsi: nuove tessere perchè, se chi intende contare nel partito ne porta già in dote un numero sufficiente?

E poi, un Pd come quello di Sassuolo che dovesse perdere Matteo Mesini, chi sceglierebbe come segretario futuro? Mesini ha portato il peso di una stagione molto difficile, con il Comune prossimo al fallimento causa Sgp, col partito lambito dall’inchiesta Intoccabili. Chi si è messo in luce dietro di lui, per un eventuale ricambio? Neanche sappiamo i nomi degli esponenti del partito, quasi neanche quelli dei consiglieri comunali, che del resto si riuniscono una volta ogni due mesi con un ordine del giorno che si esaurisce in due orette scarse. Sembra che la politica sassolese abbia deciso di tirare i remi in barca, forse in attesa di capire chi vincerà la partita nazionale, forse perchè risolto il nodo Sgp ha voluto tirare il fiato.

Non c’è più un progetto, non c’è più un’istanza, non c’è più una protesta, nè dalla maggioranza nè dall’opposizione. E se qualcuno ne tira fuori una, la reazione è di fastidio.

Il congresso futuro poteva essere l’ennesima ocasione per ristabilire equilibri in un Pd che, a dispetto delle reazioni stizzite di chi lo conduce, è diviso fra correnti interne ed esterne. Nelle condizioni attuali anche decidere il futuro candidato sindaco sembra un’ardua impresa. Che comunque non riguarderà la cittadinanza. Se la giocano tutta in casa, visto che anche ora che lo sapete, a nessuno verrà in mente di andare al congresso comunale del Pd (e del resto se volevate tesserarvi e dire la vostra ciccia, avete perso il treno che neanche sapevate che sarebbe passato).

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