Oggetto: acquisto portafoto. Quattro pagine di determina

Oggetto. acquisto portafoto in vetro. Costo, 30 euro iva inclusa. Quattro pagine di determina dirigenziale. Se volete provare a comprendere quanto deleteri siano gli effetti della burocrazia sull’andamento delle istituzioni e di chi con esse si deve confrontare, il Comune di Fiorano, già celebre per la delibera di acquisto delle caramelle per una festa di bambini (impugnata dalla Corte dei conti) ce ne offre suo malgrado e incolpevolmente un altro esempio.

Il tema è la festa per una cittadina donatrtice di sangue che raggiunge le 150 donazioni. Si pensa quindi a una targa celebrativa e si rende necessario l’acquisto di un portafoto in vetro con scritta personalizzata. Normalmente noi andremmo fuori, nel negozio che riteniamo più adeguato, tireremmo fuori tre banconote da dieci euro o il bancomat e a casa col nostro portafoto in vetro.

Se lo deve acquistare il Comune servono invece quattro pagine di determina con la firma del dirigente preposto, che si prende l’immane responsabilità di avallare questo acquisto complicatissimo.

La determina deve citare un mare di articoli di legge e commi. Nello specifico possiamo anche ritenerci fortunati, perchè l’acquisto al di sotto dei mille euro ci consente di non rivolgerci obbligatoriamente al mercato elettronico, pubblicando quindi su uno specifico portale di fornitori iscritti (con iscrizione di una complicazione altrochè bizantina) la nostra necessità di un portafoto in vetro e accendendo una gara nazionale per la fornitura al miglior prezzo. Se l’acquisto fosse oltre mille euro avremmo un mare di altri commi da citare, se fosse oltre 40mila un oceano e così via.

Superato l’ostacolo della legislazione nazionale, c’è un’altra intera pagina di regolamenti, delibere e determine comunali che opportunamente interpretati, rendono possibile l’acquisto del portafoto e quindi si procede a DETERMINARE l’autorizzazione a comprare da una ditta specificamente indicata e registrata l’oggetto, specificando che la ditta medesima è tenuta alla tracciabilità dei flussi finanziari.

Si verifica che la società gestioni patrimoniali abbia la facoltà di spendere i 30 euro, la compatibilità col regolamento antimafia e il gioco è fatto: partendo con opportuno anticipo, il portafoto in vetro può arrivare. E’ stato necessario citare e richiamare “soltanto” quattordici articoli di legge, delibere o determine.

E’ chiaro che queste regole ferree sono state inventate per proteggere i soldi dei cittadini da operazioni discutibili, da quelle di stampo palesemente criminale a quelle semplicemente illecite o discutibili, tipo favorire in un acquisto il cugino o l’amico su un fornitore più conveniente.

Ma quando la regola diventa così complessa da rendere un’impresa immane l’acquisto di un portafoto o di caramelle, forse si può pensare che si è andati oltre.

Non è che si debba tornare alle banconote nella scatola da scarpe in un armadio.

Però i problemi sono due: il costo effettivo e materiale che questo portafoto, che ha impegnato tempo e personale comunale per un periodo indeterminato, assume alla fine della procedura; l’assoluto dominio che in una situazione di regole siffatte è garantito ai dirigenti (nessuno in particolare, non nello specifico chi firma questa determina) sulla macchina comunale.

I sindaci e gli assessori sono di passaggio: con le nuove leve e l’avversione al “politico di professione” (o di esperienza?) sono spesso fra l’altro persone che non hanno alcuna idea di come funzionino le cose in Municipio. Sono lì per dare un indirizzo politico, è chiaro, ma è sempre più frequente la scena del sindaco che ascolta le richieste del cittadino, del gruppo, dell’associazione, e poi volge la testa con l’espressione interrogativa al dirigente; il quale con una semplice alzata di sopracciglio gli fa capire se i soldi per dare soddisfazione alla richiesta ci sono o no.

Il dirigente rischia in proprio, la firma è la sua e deve tutelarsi con tutte la paginate di articoli di legge che crede. Non è lui ad aver complicato le regole in modo quasi insormontabile. Ma quanto sarebbe facile per chi da anni regge le sorti di un Comune (specie nei territori più a rischio), volendo, decidere cosa è giusto e cosa no, che incarico va assegnato e quale no, quale progetto può andare avanti e quale no? E quindi davvero queste regole tutelano i soldi del cittadino?

La legge ha assegnato maggiori poteri ai sindaci e alle giunte, la burocrazia glieli ha tolti in pochi anni.

 

http://albo.comune.fiorano.mo.it/web/trasparenza/papca-ap?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&p_p_lifecycle=2&p_p_state=pop_up&p_p_mode=view&p_p_resource_id=downloadAllegato&p_p_cacheability=cacheLevelPage&controlPanelCategory=portlet_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=378762&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=false&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio

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