Non è vero che promettono di tutto agli elettori: sull’ambiente per esempio nessuno promette niente

In questa campagna elettorale tutta fatta di promesse sempre più sperticate (ti raddoppio la pensione, ti pago anche se non lavori, ti azzero tutte le tasse…) abbiamo un sicuro tema protagonista che sono i soldi, restituiti, assegnati, tagliati, regalati. Poi abbiamo alcuni temi collaterali, tra cui immigrazione e razzismo, Europa e banche. E poi abbiamo il tema che non si è filato nessuno: l’ambiente.

Che per un paese che quando non piove affoga nei suoi gas, è un autentico contro-senso.

Dell’ambiente si parla, ovviamente, solo per slogan, senza entrare minimamente nel merito: il gasdotto in Puglia, largo mezzo metro, è uno schiaffo all’ambiente, i mulini vanno bene ma a casa tua, non mia, i rigassificatori e gli inceneritori sono il male, le colate di cemento anche (per non parlare delle autentiche vaccate ad uso propagandistico, come le trivellazioni che avrebbero dovuto farci sprofondare, gli esperimenti del Cern e il fracking che causano i terremoti ecc.).

Nessuno che si sia sognato di affrontare i temi in modo puntuale, nè a livello nazionale (significativamente esiste un solo partitino dei Verdi candidato a meno del 3 per cento) nè locale. Soffermiamoci sul locale, visto che grazie a questa stupenda legge elettorale i candidati qui paracadutati non hanno potuto nè voluto farlo.

Per quel poco che se ne parla, ed è veramente poco, i dibattiti sono bretella sì bretella no, amianto, emissioni in atmosfera, inceneritore, qualche minimo accenno al trasporto su rotaia. E’ questo che si trova sotto alle accorate foto scattate dal Cimone della pianura coperta di smog: ah guarda qui l’inceneritore; basta fabbriche; e pensare che vogliono pure fare la bretella ecc. ecc.

Viene da pensare che gli sforamenti  siano dovuti appunto a questo: inceneritori, industrie inquinanti e i poveri cittadini lì nel mezzo.

Poi vai a vedere i dati e scopri che l’industria incide per il 15 per cento, l’inceneritore forse per il 5 e l’80 è rappresentato da attività private, specificamente l’automobile (o i mezzi pesanti) e il riscaldamento.

Ora, una qualunque forza politica seria dovrebbe scomodare i suoi cittadini-elettori e dire, c’è bisogno di rinnovare il parco macchine che è obsoleto e puzza, c’è bisogno di usarne di meno: metteremo incentivi consistenti per la conversione dei veicoli vecchi in mezzi più ecologici, per le bici elettriche (incentivi ormai scomparsi e comunque sempre tenuti al minimo); metteremo regole che poi faremo davvero rispettare sulle zone e i periodi a traffico limitato per motivi di emissioni; realizzeremo una rete di ciclabili e valorizzeremo percorsi di mobilità dolce.

Dovrai usare caldaie a condensazione, tenere la temperatura al massimo a 19-20 gradi e basta con quelle cazzo di stufe a legna che fanno polveri quanto trecento auto diesel.

E alle imprese: dovreste prevedere dei punti di raccolta delle merci fuori dal centro abitato dove far arrivare i mezzi pesanti senza ingolfare la rete viaria del territorio; dovreste lavorare davvero e non a parole sul trasporto franco destino invece che sul franco fabbrica che porta qui i camion di mezza Europa; dovete prevedere di concerto con le amministrazioni pubbliche autentici trasporti casa-lavoro compatibili con le esigenze dei lavoratori.

C’è solo un piccolo problema: che così invece di cianciare di rinnovabili a caso, di emissioni senza specificarne i responsabili, di trenini rottame che dovrebbero garantire i nostri spostamenti, ti tocca scomodare per davvero gli elettori: gente che lavora otto ore al giorno per potersi permettere una macchina più bella. E tu dovresti andargli a dire che in futuro non potrà usarla e comunque dovrà farlo il meno possibile.

Grandi imprenditori sostenitori che dovrebbero rivedere tutta l’organizzazione logistica e aziendale, con impegno e costi.

Oppure ti toccherebbe dire che spenderai un milione di euro (al minimo) per realizzare nuove piste ciclabili, con la gente che su facebook comincerà a ricordarti che “le priorità sono altre”.

Magari quando lo trovi, il tuo cittadino elettore, in centro storico con la 127 della nonna che fuma più del Vesuvio, dovresti fargli davvero la multa nel periodo di blocco della circolazione. Poi col cavolo che ti rivota.

Più facile gridare al lupo al lupo e postare qualche foto di nubi grigie sulla pianura padana. E dell’ambiente ne riparleremo alla prossima alluvione.

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6 pensieri riguardo “Non è vero che promettono di tutto agli elettori: sull’ambiente per esempio nessuno promette niente”

  1. Salve. L’articolo che ha postato è interessante, ma dice proprio quello che dico io: rinnovabili, bonifiche, tariffazione diversa dei rifiuti, acqua pubblica (soldi insomma). Non richiama certo i cittadini al fatto che il loro veicolo e la loro stufa sono i principali inquinanti, anzi lascia intendere che la colpa è, come sempre, dei massimi sistemi, mentre ormai c’è bisogno a mio parere, di una coscienza ambientale puntuale, che dica ad ognuno quello che davvero può fare per l’ambiente. Ma che ovviamente scomoda il cittadino e non ti garantisce il voto.

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