Morena Silingardi, la rivelazione della politica locale

Giù il cappello di fronte a uno dei pochissimi soggetti politici di qualità prodotti nel comprensorio dall’ultima legislatura: Morena Silingardi.

Quando quattro anni fa si presentò nella squadra del sindaco Francesco Tosi molti pensarono, con sufficienza, che il suo apporto all’amministrazione cittadina (dove le vennero assegnate la cultura e il commercio) potesse essere magari quello di fare delle buone torte per le riunioni di giunta .

Mai pensiero fu più errato e sciovinista: oggi Morena Silingardi è plenipotenziario per tutto il settore cultura, commercio, giovani, valorizzazione territoriale; è anche vicesindaco, anche se al centro si siede lei e Francesco Tosi di solito si accomoda alla sua sinistra. Se il primo cittadino dovesse averne abbastanza dei cinque anni passati ai vertici del Comune di Fiorano, la più credibile candidata sindaco sarebbe lei. Una rivelazione, non c’è che dire, insieme a pochissimi altri casi: una Maria Costi oltre le aspettative come sindaco di Formigine, Monica Lusetti già presidente del consiglio fioranese, segretario del Pd e ora assessore ai lavori pubblici; Sonia Pistoni a Sassuolo (tutte donne fra l’altro).

Fin da subito questa signora con un passato da commerciante e minime esperienze politiche, dimostrò un’inattesa attitudine decisionista. Ma soprattutto, col senno di poi che ci è concesso oggi, si capisce che si presentò da subito con un progetto in testa, quello della sua Fiorano e di come rilanciarla, dopo anni di sterile dibattito.

Per raggiungere i risultati che aveva in testa Morena Silingardi ha saputo comportarsi da amministratore; non da buon padre di famiglia, quello spetta al sindaco che più o meno cerca di avere una parola e una disponibilità per tutti.

Morena Silingardi ha capito fin da subito che per cambiare le cose servono anche dei “no”. E ne ha detti, fin da subito: dei NO maiuscoli, grossi come case. Oggi quando passa davanti a certi portoni del centro di Fiorano o di Spezzano, probabilmente le fischiano le orecchie più che con un aereo supersonico. E magari qualcuno usa la sua foto come bersaglio delle freccette. Ma Morena Silingardi ha trovato una situazione della cultura e dei progetti ricreativi fioranesi paludata da vent’anni. Non di scarsa qualità, intendiamoci, ma da tempo uguale a se stessa e quindi poco appetibile per chi pensava a un rilancio.

A tutti costoro, che semplicemente si presentavano per concordare date e rinnovi delle loro attività, ha cominciato a fare pulci e conti in tasca; a chiedere cambiamenti e cambi di passo. Soprattutto a imporre tagli finanziari che avrebbero steso un elefante e in alcuni casi lo hanno fatto. Se nella fase iniziale le sforbiciate erano giustificate con una (oggettiva) carenza di risorse, oggi che Morena Silingardi è in grado di attrarre finanziamenti più di ogni altro assessore locale per i suoi progetti, segnano invece il cambio di rotta voluto e imposto, con scelte di autentica rottura.

Basti pensare all’ultimo trionfo: “Alfabeti”. Settemila persone a Fiorano in un week end. Ha convogliato in un cesto solo circa 80mila euro, fra finanziamenti dell’amministrazione e sponsorizzazioni, trovate anche grazie all’amministrazione. Basti pensare che tutte le associazioni fioranesi insieme godono di contributi per 50mila euro; che l’intera stagione estiva di Fiorano ne costa meno di una quarantina. Scegliere di impegnare così tanto in un solo progetto (rischiando di azzerarne altri, perchè se i fondi vanno tutti qui, c’è chi probabilmente non ne avrà) è rischioso, ma alla Silingardi il rischio piace. Anche la scelta del progetto in sè è fatta per dividere in nome del risultato: un festival della filosofia, fatto con la ex responsabile del Festival Filosofia, senza concordare alcuna programmazione con i Comuni vicini e utilizzando la stessa impostazione (lectio magistralis su una parola) e quasi anche la stessa grafica. Anche a Sassuolo ora probabilmente Morena Silngardi è un bersaglio da freccette di qualcuno.

Ma con questa e altre scelte ha cambiato realmente la proposta culturale e ricreativa cittadina: basta guardare alle ultime estati. Delle iniziative di una volta in centro a Fiorano sopravvive un Maggio Fioranese dimezzato. Il resto, “Ennesimo film festival”, “Maggio delle Vedute”, “Alfabeti”, “Fiorano Free Music” e altro arriverà, è tutta roba che non c’era.

La Silingardi ha scelto di affidarsi a gruppi e associazioni nuovi e soprattutto giovani, nell’età anagrafica e nelle idee: Ennesimo, Lumen, Free Music, Radio Antenna Uno, InArte e Artevie sono alcuni dei soggetti che hanno rimpiazzato realtà esistenti da vent’anni o più.

Anche i luoghi sono cambiati: una volta Fiorano spalmava la sua attività su un territorio molto vasto: Morena Silingardi ha capito che se vuoi far rinascere un centro cittadino che muore, le cose le devi fare nel centro. Le novità stanno tutte in piazza Menotti; salse, Castello, Ubersetto, viaggiano con il pilota automatico e con incarichi esterni, almeno per ora. Fiorano centro invece ha luoghi definiti, percorsi impostati con tanto di punti fisici di incontro (Sviste Fioranesi, il Percorso Sciola, il Cammino delle Beatitudini).

Con la sua presenza bonariamente ritardataria, che non fa mai mancare a nessuna delle iniziative che ha voluto e sostenuto, Morena Silingardi fa capire a tutti quelli che agicono sotto la sua ala protettiva e il suo occhio vigile, che hanno carta bianca ma fino a un certo punto: perchè in realtà lei c’è e non ha paura di dire no o anche “quella è la porta, arrivederci”.

Morena Silingardi ha ottenuto che le venisse assegnato anche l’assessorato alle Politiche giovanili, a completare un unico grande dicastero della cultura e del marketing cittadino che sentiva di volere per sè.

Grazie a tutto questo impegno, domani Fiorano potrebbe cambiare davvero, perchè ha dimostrato di avere ancora attrattività e a cascata anche le modifiche fisiche proposte per il centro, con la zona 20 km all’ora, l’arredo urbano, la nuova gelateria e il nuovo bar, i bandi di sostegno vero e consistente a nuove attività (ancora una volontà della Silingardi) potrebbero attecchire in un’area di nuovo fertile.

Un applauso per la nuova signora di Fiorano, una che adesso dice senza mezzi termini: “Se in questi anni mi hanno criticata è perchè non vedevano il progetto che avevo in testa”.

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