L’ambientalismo senza testa, che ci distruggerà quanto l’inquinamento

Fra le tante disgrazie che ci ha regalato la rete c’è anche quella di un ambientalismo senza più testa, fatto di formulette, colori, video di youtube. L’ambientalismo senza testa è quello che ci perderà, che distruggerà il pianeta quanto e più di Donald Trump.

Un caso sassolese proprio recente costituisce l’esempio perfetto. E’ scoppiata la polemica per alcuni posti di parcheggio realizzati all’interno del parco Vistarino, a servizio di Villa Giacobazzi. Sono anni che l’ipotesi sta, e resta, nelle pieghe dei documenti comunali. Da quando nella villa ristrutturata volevano fare una caffetteria di pregio, poi un ristorante. Chi mai sarebbe andato in un ristorante che raggiungi solo a piedi, facendo cinquecento metri nella neve e nel fango? Eppure quell’ipotesi era demenziale: consentire l’accesso alle auto in un parco storico per fini commerciali, per quanto utili a vitalizzare la villa, era inaccettabile e non si è fatto, anche perchè nessuno ha preso in carico il possibile ristorante.

Ora però a fare attività a Villa Giacobazzi c’è l’Anfass, che si occupa di ragazzi con disabilità, che per accedere a un posto del genere hanno bisogno di parcheggi vicini. Di fronte a un’ipotesi del genere ci sono due ambientalismi. Uno è quello che ragiona: prevale l’interesse di venti metri di pratino di fronte a una centrale termica o quello di un gruppo di ragazzi didsabili? L’ambientalismo che ragiona dice che prevale l’interesse per i ragazzi.

L’ambientalismo senza testa invece ragiona per categorie: grigio è brutto, verde è bello. La finalità non importa, basta che coincida con una semplice categoria di pensiero, che poi è la stessa che la rete rilancia all’infinito senza ovviamente metterci dentro spirito critico e ragionamento. L’ambientalista senza testa quindi ti dirà che i ragazzi disabili devono trovarsi un’altra sede.

L’esempio è piccolo e innocuo, ma l’ambientalismo senza testa, fatto di ambientalisti dell’ultimo minuto che hanno scoperto la loro vocazione verde in rete, può fare molto male.

L’ambientalista senza testa combatte una strada a scorrimento veloce perchè non rientra nelle sue categorie, anche se libererebbe una intera città dal traffico congestionato.

L’ambientalista senza testa vede un treno e siccome non ha un tubo di scappamento lo ritiene la soluzione ai problemi dell’inquinamento, senza chiedersi come viene prodotta l’energia che lo muove (col petrolio, o addirittura col carbone, ma in qualche altro paese, quindi cazzi loro) e tantomeno si chiede quanto inquinamento ha prodotto realizzare il treno e la linea su cui corre.

L’ambientalista senza testa cita come esempi virtuosi da seguire l’Islanda: un territorio più piccolo del Nord Italia con la popolazione equivalente a quella della provincia di Modena, in cui produrranno, boh, maschere ai licheni e aringhe affumicate. Noi viviamo in un posto che produce tutte le piastrelle d’Italia e dà da vivere a decine di migliaia di persone.

Oppure l’ambientalista senza testa cita la Norvegia e i suoi paesini con le biciclette e senza auto, come esempio di virtù. La Norvegia, il peggior sterminatore di balene al mondo, l’unico paese insieme al Giappone, che da trent’anni rifiuta tutte le moratorie mondiali e che sta mettendo fine a intere specie di cetacei.

L’ambientalista senza testa  risponde W il lupo quando gli auguri di finirci in bocca. Non fa distinzione fra l’epoca in cui c’erano solo trenta lupi in tutta Italia, tutti nel Parco degli Abruzzi, e adesso che ce ne sono almeno tremila. Non capisce che senza limitazioni programmate della diffusione, il primo a rimetterci sarà proprio il lupo, quasi estinto anche l’altra volta dal bracconaggio e dai pastori e fattori esasperati. E lo stesso l’ambientalista senza testa fa per i cinghiali, i caprioli ecc. ecc.

L’ambientalista senza testa va sulla montagna poi fotografa la valle sotto e ti fa vedere la cappa di inquinamento. Rimpiange i bei tempi andati lui, tipo il 1975, che se fosse andato sul monte allora non avrebbe neanche visto la valle sotto, ma solo una coltre nera. E tornando avrebbe attraversato una nebbia da coltello e visto un paio di mucche cascare stecchite per terra uccise dalla fluorosi. Ma c’è del fumo quindi non va bene, che diamine, spegnete tutto.

L’ambientalista senza testa vede le legna e decide che è naturale, va bene bruciarla che è anche romantica. Produce cento volte le polveri sottili di un diesel euro 4, ma bisogna limitare quelli, mica i camini e le stufe.

L’ambientalista senza testa è pericoloso, per molti motivi: ci costringe a comprare energia sporca e costosa. Perchè non vuole rigassificatori, gasdotti, depositi di stoccaggio. Non vuole manco le pale eoliche perchè deturpano il panorama. Fa storie perfino per le centrali idroelettriche perchè disturbano i pesciolini. E noi continuiamo ad alimentarci a petrolio e forse anche a carbone.

Con le sue battaglie insensate e prive di ragionamento crea antagonismo forte e fanatismo. Qualche anno fa a Sassuolo, nel pieno delle proteste anti-circo, un tizio è uscito per strada e ha pestato a sangue un addetto che regalava i biglietti. Aveva già menato altri cristiani, ma si sentiva molto empatico verso gli animaletti, poverini.

L’ambientalista senza testa scatena reazioni uguali e contrarie, come quella degli Stati Uniti e del loro presidente, anti-ambientalista ugualmente senza testa, capace anche lui di ragionare solo per poche categorie e con la tavola minima dei colori.

Diffidate dagli ambientalisti senza testa e dalla loro egoistica e piccola visione del mondo.

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