Le chiavi della città in mani sbagliate. Ma ora il Consiglio può rimediare

Il 30 ottobre il consiglio comunale ha la possibilità di cancellare dalla storia cittadina una delle sue giornate più sconcertanti.

Il 2 aprile 2011 infatti, in un’improbabile cerimonia ufficiale, sono state consegnate le chiavi della città a tal Nello Rega, giornalista lucano di Televideo. La motivazione stava nel suo libro, “Diversi e Divisi”, in cui teorizza e racconta della impossibile convivenza con l’Islam, partendo dalla fine della sua storia con una donna islamica. Dopo quel libro Nello Rega fu, a suo dire, oggetto prima di minacce e poi di un attentato, nel quale la sua auto venne speronata e venne sparato un colpo di arma da fuoco nel finestrino.

Proprio per questo ricevette le chiavi della città di Sassuolo: la giunta di centro-destra le motivò così: Un’onorificenza che vuole ancora una volta essere un segno di solidarietà e di “scorta mediatica” a un uomo che, a causa del suo libro, “Diversi e Divisi – Diario di una convivenza con l’Islam”, ha ricevuto numerose minacce oltre ai colpi di pistola. La battaglia che il giornalista di Televideo porta avanti è un percorso di civiltà, legalità e diritti – scrive il Comune di Sassuolo – Una battaglia per la libertà, che, paradossalmente, lo costringe ad una vita blindata”.

Il 13 giugno scorso Nello Rega, dopo un’indagine durata sette anni e un processo lungo 26 udienze, è stato condannato per simulazione di reato. E il reato che il tribunale ha giudicato simulato è proprio quello relativo all’attentato subito da Rega. Ci sono ampie motivazioni esposte dai Ris, a dimostrazione che l’azione non avvenne mai.

Questo è l’articolo in proposito della Gazzetta del Mezzogiorno https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/potenza/1025604/agguato-islamico-falso-condannato-nello-rega.html

A Rega è stata tolta la scorta fin dal 2011 quando è partita l’indagine a suo carico. Ma non gli sono state tolte le numerose onorificenze ricevute, spesso in buona fede, da istituzioni e associazioni di ogni genere.

Sassuolo gli assegnò le chiavi della città con motivazioni già molto deboli, legate a una sorta di identità di vedute con la giunta di centro-destra, rispetto alla convivenza con i cittadini stranieri.

Rega era indagato dal 2011, poche settimane dopo la consegna delle chiavi. Stupisce che allora il centro-sinistra sia rimasto a guardare. Stupisce che non abbia emesso un fiato neanche quando nel giugno scorso è emersa la notizia della sua condanna, nè quando poi la notizia è rimbalzata in luglio sui nostri giornali locali.

A tanta disattenzione si può porre rimedio nel consiglio del 30 ottobre, cancellando quella giornata e quell’errore, grazie alla discussione di un ordine del giorno, presentato dal consigliere Pd Venturelli, quello di destra, quello chiamato “razzista” per aver proposto un ordine del giorno sulla tutela del dialetto locale.

Quelli progressisti avranno quindi modo di aggiungere le loro forti motivazioni a sostegno dell’odg, che chiede blandamente alla giunta di valutare l’onorabilità e l’immagine del Comune di Sassuolo, in relazione a un tributo assegnato per un fatto che il tribunale giudica inesistente, e solo in ultima istanza chiede la revoca dell’onorificenza.

 

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