La bretella che sostiene e unisce

Un manifesto programmatico fin dalla testata, la Bretella.it non ha dubbi sul fatto che la crescita, lo sviluppo, il recupero di una comunità che si è trovata in anni di crisi, passi dalle cose fatte e non dai remi in barca. La bretella, come strada fisica e come semplice idea, è qualcosa che arriva dritta, unisce e sostiene (i pantaloni per esempio). La cintura invece, che oggi conta ben più estimatori, gira intorno, non va al punto e stringe. Per noi è il simbolo di chi si rintana sempre di più intorno al suo centro di gravità, alla piazza, alla chiesetta, alla tigella e al tortellino casalingo, a tutto ciò che è lì da sempre e rassicura, ma non fa crescere. La bretella invece ti porta altrove, ti dà nuove possibilità, ti apre altre strade e ti collega con esse.

Qui vorremmo fare proprio questo: collegare, allargare e unire dove tanti preferiscono stringere e dividere. Collegare temi e persone, idee e progetti. Non troverete notizie buttate a caso, ma opinioni a pacchi, a volte anche scomode. A partire da quella sulla bretella, che oggi ancora dopo quarant’anni, tanti vorrebbero veder cancellare dalle cartine progettuali, in nome di giuste precauzioni ambientali che vanno garantite e rispettate e in nome di molto meno giuste idee di decrescita, del tipo “tanto ormai ci sono meno aziende e arrivano meno camion”. Eccolo che torna il concetto della cintura: ti accontenti di meno, dimagrisci, stringi la cintura, poi ancora e ancora finchè nel tuo progetto di città e comunità c’è spazio per pochi e per poco. Tanto che importa, stai bene tu, fa niente per chi è al di fuori della tua cintura. Avessi usato una bretella, probabilmente sembreresti anche meno deperito.

Two Obese Men in a Diner
Dai retta, stanno su meglio con la bretella….

 

 

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