Moninga Villapark Street Festival: finalmente una roba moderna

Si terrà dal 2 al 4 settembre, nel parco di Villa Gandini, il Moninga Villapark Street Festival: manifestazione che abbina sport, solidarietà e buona musica.

Il torneo di basket 3 vs 3 sarà il protagonista ma nelle giornate di sabato e domenica si alterneranno anche diverse esibizioni di parkour, pilates, crossfit e kickboxing.

Dal venerdì alla domenica sera, ci sarà musica live a djset con ospiti attesissimi, tra cui Any Other, Evil Twin e Archipelagus.

Spazio anche al buon cibo, grazie alle “rezdore” che prepareranno i cibi della tradizione.

L’evento è organizzato dall’associazione di volontariato Moninga con l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare l’ospedale pediatrico e orfanotrofio di Kimbondo, nella Repubblica Democratica del Congo. Per i piccoli, il reparto pediatrico costituisce una delle pochissime opportunità in un contesto di grave povertà. L’orfanotrofio accoglie circa 800 minori e l’ospedale è l’unico gratuito nell’arco di centinaia di kilometri. I volontari di Moninga testimonieranno come, in modo semplice e concreto, ognuno di noi possa aiutare questi bambini.

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Yawn, che sonno (della politica)…

“Il sindaco si dimetta”, “Le opposizioni strumentalizzano””, “Paga Pantalone”, “Vicenda poco chiara, faremo luce”, “Vergogna”, “Rimando al mittente”.

A questo ci aveva abituato la politica a Sassuolo, che per anni è stata lo specchio di quello che accadeva a livello nazionale. Vinceva a man bassa il centro-destra? Succedeva anche a Sassuolo; montava l’onda Renziana? Anche a Sassuolo. Crollava Berlusconi e risaliva il centro-sinistra? Anche a Sassuolo, politicamente instabile al punto che, a differenza di altri comuni del triangolo rosso viene considerato da tutti conquistabile; litigioso a volte fino al parossismo, con sedute di consiglio comunale cariche di insulti e tensioni fino alle 3 di notte.

E adesso? Adesso niente. Chi ha più visto un comunicato politico negli ultimi mesi? Pochi anni fa ci si riempivano i giornali, in inverno e in estate. Adesso ne esce uno al mese se va bene. Nessuno dice, nessuno contesta, nessuno interviene. Il consiglio comunale, un’arena che ha formato maestri di polemica e dialettica, viene stancamente convocato ogni sessantina di giorni, tratta un po’ di punti tecnici, dibatte su Sgp e poco altro e poi tutti a casa. Lo stesso Luca Caselli, sempre prodigo di interventi, si sente ormai in dovere ma niente di più di fare il suo, un po’ in avvocatese, un po’ condito di battute. Ma dove è finito l’uomo da un comunicato al giorno, colui che alle amministrative vinte da Pattuzzi finì sul giornale qualche decina di volte in più dello stesso Pattuzzi (per non parlare di quelle vinte da lui)?

Sassuolo sembra addormentata e i motivi non sono del tutto chiari. C’è un’amministrazione che il sindaco Pistoni, da sempre portato a mantenere il controllo totale sul lavoro del Municipio, spinge forse a lavorare senza dichiarare; c’è una maggioranza che forse così maggioranza non è, perché le anime sono almeno due, quella renziana e quella no e ogni spiffero o mezza parola rischia di creare un incidente diplomatico; c’è un’opposizione svuotata, un ex sindaco che ha dichiarato almeno per ora di non volersi ricandidare, una serie di consiglieri che forse hanno finito le battaglie, non c’è più in aula la Lega. Non ci sono rifondazioni e partiticomunisti, non ci sono liste civiche se non quelle legate ai candidati sindaco.

Dopo aver affrontato alcune questioni di vita o di morte amministrativa, come il risanamento di Sgp e l’inchiesta Untouchables, lo stesso primo cittadino sembra in una fase di riordino delle idee. Se l’amministrazione c’è, lavora ma non si fa vedere. Forse non vuole risvegliare il can che dorme, oppure prende lo slancio per l’ultimo biennio di mandato, che speriamo più ricco di iniziative d dibattito rispetto a questa fase di stanca

Mancano anche i personaggi capaci di accendere gli animi: chi ricorda nel passato lontanissimo Antonello Mussini o Alberto Betti, in quello più recente gli Scalabrini, i Megale, i Nicola Caserta o Angioletto Usai capaci di caricare di tensione l’aula?

Perfino gli altrove logorroici Cinque stelle a Sassuolo non compaiono sulla cronaca locale da mesi. E se non lo disturbano loro il manovratore, chi lo fa?

I pochi che provano ogni tanto a alzare la voce no (qualche volta Venturelli o Del Neso) sembrano alieni e come tali vengono considerati.

Una situazione ideale per lasciar lavorare un’amministrazione in santa pace. O forse no? C’è qualcosa che si muove sotto questo silenzio o non c’è niente?  Se c’è qualcosa, speriamo venga fuori, se non c’è niente peggio ancora.

La bretella che sostiene e unisce

Un manifesto programmatico fin dalla testata, la Bretella.it non ha dubbi sul fatto che la crescita, lo sviluppo, il recupero di una comunità che si è trovata in anni di crisi, passi dalle cose fatte e non dai remi in barca. La bretella, come strada fisica e come semplice idea, è qualcosa che arriva dritta, unisce e sostiene (i pantaloni per esempio). La cintura invece, che oggi conta ben più estimatori, gira intorno, non va al punto e stringe. Per noi è il simbolo di chi si rintana sempre di più intorno al suo centro di gravità, alla piazza, alla chiesetta, alla tigella e al tortellino casalingo, a tutto ciò che è lì da sempre e rassicura, ma non fa crescere. La bretella invece ti porta altrove, ti dà nuove possibilità, ti apre altre strade e ti collega con esse.

Qui vorremmo fare proprio questo: collegare, allargare e unire dove tanti preferiscono stringere e dividere. Collegare temi e persone, idee e progetti. Non troverete notizie buttate a caso, ma opinioni a pacchi, a volte anche scomode. A partire da quella sulla bretella, che oggi ancora dopo quarant’anni, tanti vorrebbero veder cancellare dalle cartine progettuali, in nome di giuste precauzioni ambientali che vanno garantite e rispettate e in nome di molto meno giuste idee di decrescita, del tipo “tanto ormai ci sono meno aziende e arrivano meno camion”. Eccolo che torna il concetto della cintura: ti accontenti di meno, dimagrisci, stringi la cintura, poi ancora e ancora finchè nel tuo progetto di città e comunità c’è spazio per pochi e per poco. Tanto che importa, stai bene tu, fa niente per chi è al di fuori della tua cintura. Avessi usato una bretella, probabilmente sembreresti anche meno deperito.

Two Obese Men in a Diner
Dai retta, stanno su meglio con la bretella….